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sabato 19 ottobre 2013

Un eroe in fumo: di Aldo Alberti

"Un eroe in fumo" edizioni ilmiolibro.it di Aldo Alberti, si presenta come un poemetto o meglio una ballata, io la definirei una rivisitazione all'avanguardia "Della coscienza di Zeno" di Italo Svevo Scritto del 1923 ma tutt'oggi incredibilmente contemporaneo. L'opera in oggetto figura come la confessione autobiografica di Zeno Cosini, scritta con lo scopo di aiutare il suo psicanalista nella cura della malattia (il vizio del fumo). Nell'opera non c'è una trama e la narrazione si articola attorno ad alcune esperienze fondamentali della vita del protagonista, quali il vizio del fumo, la morte del padre, il matrimonio e un'impresa commerciale. Il narratore scrive in prima persona.

Quindi anche il protagonista di  Un eroe in fumo si trova in mezzo ad una lotta interiore, un guardarsi dentro l’anima in un percorso simile al romanzo di Svevo ma con elementi nuovi e per alcuni versi più intriganti. C’è la guerra, ci sono i nazisti,  c’è la moglie in dolce attesa, ci sono i parenti, ci sono le crisi esistenziali e poi ce lui, il vizio del fumo.  
L’elemento chiave di questa storia, che si ripresenta continuamente fino ad innescare quel meccanismo che trasformerà l’uomo dall'apparenza mediocre, in un eroe, un eroe in fumo per l'appunto! 

Questo libro contiene una storia fuori dal comune, basta andare oltre la forma letteraria, oltre i vocaboli stipati quasi in una maniera un pò disinteressata tra loro, e andare dritti al succo del discorso. Dritti a questo personaggio che pagina dopo pagina prende vita, si sveste da un alone di mediocrità e accende una fiamma di luce propria usando quella sua debolezza, quel vizio che nonostante il suo corpo continui a ripudiare, lo trasformerà in uno dei più nobili eroi. 

Un libro interessante per il messaggio, la franchezza che l’autore stesso usa per raccontare i vari episodi che si susseguono, dando così più interesse al lettore che viene catapultato in una storia d’altri tempi, dove forse di eroi al contrario di oggi, non ne avevamo mai abbastanza.