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giovedì 6 febbraio 2014

Egidio Raccis | poeta e artista

Ricordo ancora nel lontano 2005 quasi quindici anni fa, quando per la prima volta diedi alle stampe la mia prima raccolta di poesie dal titolo la Farfalla e altre poesie, tra l'altro con una casa editrice cagliaritana. Ero pieno di me, orgoglioso del primo frutto che avevano portato quegli scritti che conservavo gelosamente nel mio computer.
Erano anni che continuavo a scrivere, libero di schemi e pieno di lacune nell'ambito della poesia stessa, mi annoiavo velocemente a rileggere i classici e qualsiasi autore contemporaneo. Poi scoprì di avere un antenato, che con il mio stesso cognome, le mie stesse idee e persino quasi la stessa ispirazione aveva pubblicato già nel lontano 1976 diversi libri di poesia e narrativa.
Egidio Raccis che ha vissuto per diversi anni in Castello quartiere storico di Cagliari, era uno dei fratelli di mio nonno, l'unico libro che possiedo a testimonianza della sua esistenza dice queste brevi parole su di lui: “Vive a Cagliari, città dove ha modo di dedicare l'attenzione alla musica, al canto lirico e alla pittura. Collabora a riviste letterarie ed a giornali. Premiato in numerosi concorsi letterari, è presente in antologie di prestigio. Ha pubblicato ed ha in corso di pubblicazione volumi di poesia e narrativa.” Dal libro “Brividi di LuceSeledizioni-Selecta (Bologna) 1977
Fu una grande sorpresa per me, provai le stesse emozioni che citavo all'inizio dell'articolo per quanto riguarda il mio primo libro, feci molte domande a parenti e vecchi amici di famiglia per cercare di dare a questo mio zio una forma presente e più chiara possibile, ma quasi tutti avevano un idea vaga e un ricordo troppo sbiadito per farmi conoscere ogni particolare della sua vita e della sua attività letteraria. Comunque sono felice di avere tra le mani, qualcosa che io vedo come un piccolo testamento poetico, questo suo libro molto romantico e a tratti molto sentimentalista. Nulla di più vero e sentito di una sua raccolta di poesie, tra l'altro introvabile, come le informazioni sul suo conto!
Da quanto ho potuto capire leggendo era un vero artista, amava dipingere e aveva la passione per la musica. Voglio fare un vanto di questo legame di sangue, che sicuramente ha contribuito alla mia formazione artistica e mi ha profondamente onorato nel cuore e nell'anima. Non è cosa di tutti i giorni scoprire dal nulla, di aver avuto uno stretto parente che ha condiviso sulla carta e sulla tela bianca le tue stesse passioni, i tuoi stessi sentimenti, i tuoi stessi ideali, lo vivo quasi come un miracolo, un tesoro segreto da condividere con tutti voi. 

Ecco alcune delle poesie scelte dalla sua raccolta:



Il cancello si è chiuso
ed il desiderio
me lo fa limitare d'ogni mondo.
Ci fu un tempo che in te
si ravvivava il mio vivere
torbido,incerto
e, forse, carente di dolcezze.
Ma il fuoco del tuo passo
si riaccendeva nella penombra
dal viale deserto
e rischiariva una novella speranza,
come Sirio illuminò
i tuoi capelli colore della notte.
Fu là che il tuo amore domandava
i suoi cieli al mio cuore;
fu proprio là che mi confidavi
le tue amarezze e le tue pene:
tu sapevi che un esistenza ignavia
è come esporre su di un cancello
il volto di rose già sbocciate,
cui profana ogni mano impura.

Il cancello chiuso- Egidio Raccis Selecta Seledizioni (Bologna) 1977

Come potete leggere la sua, è una poesia d'altri tempi molto romantica e sensibile. Una scrittura raffinata ed elegante usa immagini astratte e colpisce la sua descrizione del sentimento che quasi si tocca con mano. In questa poesia c'è un rammarico che comunque sia, viene sopraffatto dalle confidenze disarmanti di una figura femminile.


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Un gabbiano vagante,
solitario e pensieroso,
assapora brezze del mattino
e, sull'arenile della spiaggia,
tristemente tocca flussi marini.
Forse è là
che il gabbiano vive sgomento
una vita che anela
di ansie sconcertanti
e che a noi non rivela.
È proprio là che dice al suo dio,
in ermetico linguaggio,
della fauna marina
saporosa pure di petrolio.
È là che non può tuffarsi nel mare
o galleggiare sulle onde
e che evita olio, catrame
e tutto il resto
per non imbrattare piume penne,
consentendogli così
di librarsi ancora sulle ali.
Il gabbiano, triste e solitario,
impressionato e avvilito
da cotanta avversa prospettiva,
emette reiterate grida violente
che sembrano scrosci di risate.

Gabbiano solitario- Egidio Raccis Selecta Seledizioni (Bologna) 1977

A distanza di decenni questa poesia sembra attualissima, eppure è stata pubblicata nel lontano 76 e scritta magari poco prima, descrive il disagio della natura a causa, come tutti immaginiamo dopo la lettura, dello scempio che continua a fare l'uomo sulla terra e sul mare. È un grido di dolore, ma anche una denuncia in questo caso del poeta, che si fa soggetto dietro le spoglie di un gabbiano per dichiarare a tutti il suo disagio. Si denota in questi versi una forte sensibilità verso l'ambiente e gli animali che lo circondano.

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Splendida di notte a luce infinita,
pallida nella nebbia autunnale,
incerta fra nubi e la schiarita
non appena è cessato il temporale.
Doni la tua presenza a noi viventi,
sei amica dei poeti e degli amanti,
ci assisti nelle gioie e nei tormenti
come stella d'orientamento ai naviganti.
Ogni poeta ti guarda molto seriamente,
decanta le tue virtù e resti muta
e tu, rinnovando il viaggio eternamente,
fingi d'essere una piccola sconosciuta.

Alla luna- Egidio Raccis Selecta Seledizioni (Bologna) 1977

Anche le sue poesie affrontano tematiche classiche, e inni che hanno fatto la storia del romanticismo con dedica “Alla luna” musa ispiratrice di grandi artisti, scrittori, poeti e pittori. È evidente una forte capacità descrittiva limpida e onesta, come la visione pura che ha mantenuto nella sua mente l'autore.

Sono felice di aver condiviso con voi questo breve viaggio, dentro i versi di un autore che mi è particolarmente caro, che merita l'attenzione di ogni passante per il suo impegno poetico ancora poco conosciuto o per molti casi sconosciuto nel mondo moderno.


In ricordo di Egidio Raccis